Impianti solari
Scegliere un installatore fotovoltaico: la guida completa per l'Italia
Abilitazione DM 37/2008, dichiarazione di conformità, preventivi davvero confrontabili e le due aliquote della detrazione. Che cosa verificare prima di firmare, con fonti ufficiali.
Come verifichiamo ogni numeroUltima verifica 4 agosto 2026

Contenuti
- Chi può installare un impianto fotovoltaico in Italia
- La dichiarazione di conformità: il documento che vale più della garanzia
- Quando serve un progetto firmato da un professionista
- Confrontare i preventivi: ragionate in euro per kWp
- I numeri con cui valutare la convenienza
- Che cosa deve contenere il preventivo
- Chi presenta le pratiche
- Garanzie e diritto di recesso
- La potenza si ricava dai consumi, non dalla superficie del tetto
- Manutenzione, monitoraggio e subappalto
- Come si leggono davvero recensioni e referenze
- Segnali di allarme
- Come procedere
In sintesi
- L'impresa deve avere l'abilitazione alla lettera a) del DM 37/2008 ed essere iscritta al Registro delle Imprese o all'Albo delle Imprese Artigiane. Si verifica con una visura camerale.
- La dichiarazione di conformità con la relazione sui materiali e il progetto è il documento chiave: pretendetela prima del saldo e verificate il deposito in Comune.
- Per le spese sostenute nel 2026 la detrazione è del 50 per cento sull'abitazione principale del proprietario o del titolare di diritto reale di godimento e del 36 per cento in tutti gli altri casi, con limite di 96.000 euro. Dal 2027 diventano 36 e 30 per cento.
- Il ritiro dedicato riconosce circa 12,8 centesimi per kWh contro i circa 30 centesimi del prezzo di riferimento della tutela: conviene l'autoconsumo, non la vendita.
- Le forbici di prezzo pubblicate in Italia divergono, da 1.300 a 3.500 euro per kWp secondo la fonte. Solo tre preventivi sullo stesso capitolato vi dicono se il vostro è caro.
Un buon installatore viene a vedere il tetto prima di scrivere il preventivo, dimostra di possedere l'abilitazione prevista dal DM 37/2008 e descrive ogni componente e ogni lavorazione riga per riga. Tutto il resto si tratta, questi tre punti no. In Italia se ne aggiunge un quarto che pesa sul portafoglio: il documento che vi serve davvero alla fine dei lavori non è la fattura, è la dichiarazione di conformità.
Chi può installare un impianto fotovoltaico in Italia
Gli impianti fotovoltaici rientrano nella lettera a) dell'articolo 1 del DM 37/2008, che copre gli impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche e gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere. Per esercitare, le imprese devono trasmettere la relativa denuncia telematica al Registro delle Imprese ovvero all'Albo delle Imprese Artigiane, e devono avere un responsabile tecnico in possesso dei requisiti previsti.
Tradotto in pratica: chiedete la visura camerale e verificate che tra le attività risulti l'abilitazione alla lettera a). Un'impresa edile che monta i pannelli e poi chiama un elettricista esterno non è di per sé un problema, ma allora è quell'elettricista che deve firmare la dichiarazione di conformità, e voi dovete sapere chi è prima di firmare, non dopo.
La dichiarazione di conformità: il documento che vale più della garanzia
La dichiarazione di conformità viene rilasciata al committente al termine dei lavori da parte dell'impresa installatrice. Non è un foglio di cortesia: deve essere accompagnata dalla relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati e dal progetto. Una copia deve essere depositata, a cura dell'impresa installatrice, presso lo sportello unico per l'edilizia del Comune dove ha sede l'impianto.
Senza questo documento vi mancano tre cose insieme: la prova che l'impianto è a regola d'arte, il presupposto per la pratica di connessione e la posizione contrattuale forte se qualcosa va storto. È il primo documento da nominare esplicitamente nel preventivo, e l'ultimo da farsi consegnare prima del saldo.
Quando serve un progetto firmato da un professionista
Il DM 37/2008 richiede un progetto redatto da un professionista iscritto all'albo, e non semplicemente elaborato dal responsabile tecnico dell'impresa, per gli impianti elettrici di tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o di superficie superiore a 400 metri quadrati. Se la vostra abitazione rientra in uno di questi casi, il progetto firmato non è un costo aggiuntivo che potete tagliare in trattativa: è un requisito.
Confrontare i preventivi: ragionate in euro per kWp
L'unico modo per rendere confrontabili due preventivi è riportarli a euro per kilowatt di picco, a parità di prestazioni incluse. Attenzione però a un fatto che il settore raramente ammette: le stime pubblicate in Italia divergono parecchio. La guida di un fornitore di energia indica un prezzo che varia dai 2.500 ai 3.500 euro per kWp, mentre altre rilevazioni di mercato collocano la forbice fra 1.300 e 2.500 euro per kWp. Le due cifre non si escludono, misurano capitolati diversi e periodi diversi.
La conseguenza operativa è semplice: nessuna forbice pubblicata vi dirà se il vostro preventivo è caro. Solo il confronto fra tre offerte raccolte sullo stesso capitolato lo farà. Chiedete a tre imprese della vostra zona di quotare la stessa potenza, con o senza accumulo, e riportate ogni offerta a euro per kWp prima di guardare il totale.
I numeri con cui valutare la convenienza
| Voce | Valore | Fonte e periodo |
|---|---|---|
| Detrazione, spese 2026, abitazione principale del proprietario o del titolare di diritto reale di godimento | 50 per cento, limite 96.000 euro | Agenzia delle Entrate, recupero del patrimonio edilizio |
| Detrazione, spese 2026, tutti gli altri casi | 36 per cento, limite 96.000 euro | Agenzia delle Entrate, recupero del patrimonio edilizio |
| Detrazione, spese 2027 | 36 per cento e 30 per cento, limite invariato | Riduzione già prevista, in vigore dal 2027 |
| Prezzo minimo garantito GSE, fotovoltaico | 4,75 centesimi per kWh | GSE, prezzi minimi garantiti 2026, fino a 1.500.000 kWh annui |
| Prezzo zonale orario riconosciuto | 12,8 centesimi per kWh | GSE, primo trimestre 2026 |
| Prezzo di riferimento ARERA, cliente tipo vulnerabile in maggior tutela | 30,24 centesimi per kWh, tasse incluse | ARERA, dal 1 aprile 2026 |
Due avvertenze su questa tabella. La prima: il prezzo ARERA è un prezzo di riferimento della tutela per i clienti vulnerabili, non una media delle offerte del mercato libero, quindi serve come ordine di grandezza e non come vostra bolletta. La seconda: il divario fra i circa 12,8 centesimi riconosciuti in ritiro dedicato e i circa 30 centesimi che paghereste in bolletta è esattamente il motivo per cui un impianto conviene quando l'energia viene consumata sul posto. Un preventivo costruito sulla vendita in rete invece che sull'autoconsumo sta ottimizzando la cosa sbagliata.
Che cosa deve contenere il preventivo
- Ogni componente con marca e modello: moduli, inverter, struttura di supporto e, se previsto, il sistema di accumulo.
- Tutte le lavorazioni, compresi ponteggio, percorsi cavi, protezioni, messa a terra e ripristino del manto di copertura.
- L'aliquota IVA applicata, indicata esplicitamente, e il totale distinto fra imponibile e imposta.
- Chi si occupa della pratica di connessione con il gestore di rete e chi della richiesta di ritiro dedicato al GSE.
- Chi invia la comunicazione ENEA per la detrazione e in quali tempi.
- Un piano di pagamenti legato allo stato di avanzamento, non un acconto elevato alla firma.
- L'impegno a consegnare dichiarazione di conformità, allegati obbligatori e documentazione tecnica prima del saldo.
Chi presenta le pratiche
Per il ritiro dedicato il soggetto titolare è il Soggetto Responsabile, cioè l'operatore che ha la titolarità o la disponibilità dell'impianto di produzione: siete voi, non l'installatore. Molte imprese si occupano materialmente della pratica per conto vostro, ed è un servizio legittimo e utile, ma va scritto nel preventivo insieme al termine entro cui viene eseguita. Per la connessione, il produttore si interfaccia con il gestore di rete, che a sua volta trasmette i dati al GSE.
Sulla comunicazione ENEA vale la pena sapere una cosa che evita panico inutile: la trasmissione è obbligatoria per gli interventi che danno diritto alla detrazione, ma l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la mancata comunicazione non fa perdere il diritto all'incentivo. Resta un adempimento da fare, non una ghigliottina.
Garanzie e diritto di recesso
Le tutele si sommano e hanno tempi diversi. La garanzia legale di conformità per i beni nuovi dura due anni e decorre dalla consegna del bene. Per l'opera nel suo complesso, l'articolo 1667 del codice civile impone al committente di denunciare all'appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta, a pena di decadenza, e l'azione contro l'appaltatore si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell'opera. Per i difetti gravi c'è l'articolo 1669: se nel corso di dieci anni dal compimento l'opera presenta gravi difetti, l'appaltatore risponde, purché la denuncia sia fatta entro un anno dalla scoperta.
Se il contratto è stato concluso fuori dei locali commerciali o a distanza, avete il diritto inderogabile e irrinunciabile di recedere entro 14 giorni dalla consegna dei beni. Il periodo di recesso sale a 30 giorni per i contratti conclusi nel contesto di visite non richieste di un professionista presso l'abitazione di un consumatore, e se il professionista non vi ha informato del diritto di recesso il termine si estende a dodici mesi ulteriori rispetto ai 14 giorni iniziali.
La potenza si ricava dai consumi, non dalla superficie del tetto
Un buon installatore parte dai vostri consumi annui, dal profilo di prelievo e dalla domanda se arriveranno una pompa di calore o una colonnina. Dei moduli parla dopo. Dimensionare sulla superficie libera del tetto significa vendervi kilowatt di picco; dimensionare sui consumi significa vendervi autoconsumo, ed è l'autoconsumo che ripaga l'impianto, visto che il ritiro dedicato riconosce circa 12,8 centesimi contro i circa 30 del prezzo di riferimento della tutela. Portate al sopralluogo l'ultima bolletta e chiedete quale quota di autoconsumo viene usata nel calcolo del rientro e da dove arriva.
Manutenzione, monitoraggio e subappalto
L'installazione dura pochi giorni, l'esercizio vent'anni. Chiedete che cosa succede dopo la messa in servizio. C'è un monitoraggio che segnala una stringa fuori servizio, o ve ne accorgerete dalla bolletta dell'anno dopo? L'impresa offre un contratto di manutenzione, quanto costa e che cosa comprende: controllo visivo, verifica dei fissaggi e dei serraggi, aggiornamento dell'inverter? In quanto tempo interviene per un guasto a novembre, quando la produzione è bassa e la fretta pure?
Poi chiedete chi esegue materialmente i lavori. Il subappalto è normale e non è di per sé un segnale negativo, ma dovete sapere quale impresa salirà sul tetto, quale possiede l'abilitazione al DM 37/2008 e soprattutto chi firma la dichiarazione di conformità. La garanzia si esercita verso l'impresa che emette la fattura, non verso il furgone che vedete arrivare. Fatelo mettere per iscritto quando le società coinvolte sono più di una.
Come si leggono davvero recensioni e referenze
Il voto medio dice poco, lo schema che c'è dietro dice molto. Leggete prima le recensioni negative e cercate la lamentela che si ripete: appuntamenti spostati, pratica di connessione lasciata ferma, produzione sotto le promesse, inverter sostituito dopo mesi. Un cliente scontento è fisiologico; lo stesso difetto in cinque recensioni è un dato.
Chiedete poi due o tre impianti di riferimento realizzati nell'ultimo anno vicino a casa vostra e telefonate. Non per sentirvi dire che è andato tutto bene, ma per capire che cosa è andato storto e come ha reagito l'impresa. Verificate infine da quanti anni la società esiste: la responsabilità per i gravi difetti dura dieci anni, ma vale solo finché esiste chi deve risponderne.
Segnali di allarme
- Un preventivo senza sopralluogo sul tetto e senza verifica del quadro elettrico.
- La detrazione citata con una sola aliquota, tipicamente il 50 per cento, senza distinguere l'abitazione principale dagli altri casi.
- Nessuna menzione della dichiarazione di conformità o dei suoi allegati.
- L'aliquota IVA non indicata nel preventivo.
- Acconti elevati richiesti alla firma.
- Un calcolo di rientro basato sulla vendita in rete e non sull'autoconsumo.
- Urgenza artificiale legata alla scadenza di un incentivo: le aliquote della detrazione per le spese 2026 sono note e cambiano solo dal 2027.
Come procedere
- Verificare con la visura camerale che l'impresa abbia l'abilitazione alla lettera a) del DM 37/2008.
- Invitare tre imprese della vostra zona al sopralluogo, con lo stesso capitolato: potenza, accumulo sì o no, colonnina sì o no.
- Riportare ogni offerta a euro per kWp e confrontare il perimetro delle prestazioni.
- Verificare se il vostro caso richiede un progetto firmato da un professionista iscritto all'albo.
- Concordare pagamenti legati allo stato di avanzamento.
- Alla fine dei lavori pretendere dichiarazione di conformità, allegati, documentazione tecnica e prova del deposito in Comune.
Domande frequenti
- Quale abilitazione deve avere un installatore fotovoltaico?
- Quella prevista dalla lettera a) dell'articolo 1 del DM 37/2008, che riguarda gli impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell'energia elettrica. L'impresa deve inoltre aver trasmesso la denuncia telematica al Registro delle Imprese o all'Albo delle Imprese Artigiane e avere un responsabile tecnico qualificato. Si verifica con una visura camerale.
- Che cos'è la dichiarazione di conformità e perché è importante?
- È il documento che l'impresa installatrice rilascia al committente al termine dei lavori, accompagnato dalla relazione sulla tipologia dei materiali impiegati e dal progetto. Una copia va depositata dall'impresa presso lo sportello unico per l'edilizia del Comune. Senza di essa non avete la prova che l'impianto sia a regola d'arte. Fatevela consegnare prima del saldo.
- Quanto vale la detrazione fiscale nel 2026?
- Per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50 per cento sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale posseduta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento, e del 36 per cento in tutti gli altri casi in cui la detrazione spetta, con un limite di 96.000 euro in entrambi i casi. Per le spese sostenute nel 2027 le due aliquote scendono al 36 e al 30 per cento, con lo stesso limite.
- Quanto costa un impianto fotovoltaico in Italia?
- Le stime pubblicate divergono: la guida di un fornitore di energia indica dai 2.500 ai 3.500 euro per kWp, altre rilevazioni di mercato collocano la forbice fra 1.300 e 2.500 euro per kWp. Misurano capitolati e periodi diversi. Per capire se il vostro preventivo è congruo servono tre offerte sullo stesso capitolato, riportate tutte a euro per kWp.
- Conviene di più autoconsumare o vendere in rete?
- Autoconsumare. Nel primo trimestre 2026 il GSE ha riconosciuto un prezzo zonale orario di 12,8 centesimi per kWh, con un prezzo minimo garantito 2026 di 4,75 centesimi, mentre il prezzo di riferimento ARERA per il cliente tipo vulnerabile in maggior tutela è di 30,24 centesimi per kWh tasse incluse dal 1 aprile 2026. Ogni kWh consumato sul posto vale quindi molto più di ogni kWh venduto.
- Un impianto fotovoltaico ha bisogno di manutenzione?
- Tecnicamente richiede poca manutenzione, ma non funziona bene se nessuno lo guarda. Servono un monitoraggio che segnali una stringa o un inverter fuori servizio e un controllo periodico di fissaggi e serraggi. Se l'impresa propone un contratto di manutenzione, fatevi mettere per iscritto prezzo, contenuto e tempi di intervento prima di firmare.
- Come si leggono le recensioni di un installatore fotovoltaico?
- Non dal voto medio. Leggete prima le recensioni negative e cercate la lamentela ricorrente: appuntamenti spostati, pratica di connessione ferma, produzione sotto le promesse, assistenza lenta. Una recensione isolata non dimostra nulla, lo stesso difetto cinque volte sì. Poi telefonate a due o tre referenze locali recenti e chiedete che cosa è andato storto.
Fonti
- Camera di commercio di Torino, guida agli installatori di impianti: lettera a) del DM 37/2008 e allegati della dichiarazione di conformitàto.camcom.it
- Camera di commercio di Roma, installazione di impianti: denuncia telematica al Registro delle Imprese o all'Albo delle Imprese Artigiane, dichiarazione di conformità al committenterm.camcom.it
- Camera di commercio di Genova, guida impiantistica: deposito della copia della dichiarazione di conformità allo sportello unico per l'ediliziage.camcom.gov.it
- DM 37/2008 articolo 5, campo di applicazione: progetto di professionista iscritto all'albo per utenze condominiali, potenza impegnata superiore a 6 kW o superficie superiore a 400 metri quadratiordingrieti.it
- Agenzia delle Entrate, recupero del patrimonio edilizio: 50 per cento sull'abitazione principale e 36 per cento negli altri casi per le spese 2026, 36 e 30 per cento dal 2027, limite 96.000 euroagenziaentrate.gov.it
- GSE, prezzi minimi garantiti per l'anno 2026: solare fotovoltaica 47,5 euro per MWh fino a 1.500.000 kWhgse.it
- GSE, regolazione economica del ritiro dedicato: prezzo zonale orario di 12,8 centesimi per kWh nel primo trimestre 2026gse.it
- GSE, manuale voltura ritiro dedicato: il Soggetto Responsabile è l'operatore che ha la titolarità o disponibilità dell'impiantogse.it
- ARERA, aggiornamento maggior tutela secondo trimestre 2026: prezzo di riferimento di 30,24 centesimi per kWh dal 1 aprile 2026, tasse inclusearera.it
- MIMIT, diritto di recesso: 14 giorni, 30 giorni per visite non richieste a domicilio, estensione a dodici mesi in assenza di informativamimit.gov.it
- MIMIT, garanzia legale: due anni dalla consegna per i beni nuovimimit.gov.it
- Codice civile articolo 1667: denuncia entro sessanta giorni dalla scoperta, prescrizione in due anni dalla consegna dell'operabrocardi.it
- Codice civile articolo 1669: responsabilità per gravi difetti entro dieci anni dal compimento, denuncia entro un anno dalla scopertabrocardi.it
- Sorgenia, costo di un impianto fotovoltaico: dai 2.500 ai 3.500 euro per kWpsorgenia.it
- Fotovoltaico Casa, costo impianto fotovoltaico: fra 1.300 e 2.500 euro per kWp installatofotovoltaico-casa.it
- QualEnergia, comunicazione ENEA: obbligatoria, ma la mancata comunicazione non fa perdere il diritto alla detrazionequalenergia.it
- GSE, modello unico e ruolo del gestore di rete: i produttori si interfacciano con i gestori di retegse.it
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Scritto da
myosolar Editorial Team
Redazione
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Aggiornato 5 agosto 20269 min di lettura
